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Settembre è arrivato, anzi, quasi finito

Settembre è arrivato anzi, quasi finito e questo mese è il tempo degli impegni, del nuovo inizio, dell’avvio verso la fine dell’anno, anzi, per alcuni è il vero inizio dell’anno. E settembre per noi è un po’ una sintesi di tutto questo. A settembre si riaccendono i motori e si predispone la strategia per l’anno e i mesi successivi. Settembre quest’anno è anche un traguardo, il primo step raggiunto. Sono ormai due anni e mezzo che a Fagnano il sindaco è Federico Simonelli. Insomma metà mandato, il momento in cui si sarebbe dovuto terminare il periodo della semina e iniziare, in piccola parte, il periodo del raccolto…

Ecco mettete via gli strumenti e la cesta, perché di raccolto c’è né poco da portare a casa. Basta fare un salto indietro con la memoria e vedere cosa è cambiato. Nulla, niente è cambiato, Fagnano è ferma al 2014 per molte e cose e in molti casi è addirittura peggiorata. Basti guardare alle strade: sporcizia ed erbacce. Certo l’inciviltà non è colpa del comune, ma la mancanza di decoro sì. Proseguono gli annunci in pompa magna, quelli non sono mai mancati in due anni e mezzo, ma di quegli annunci poco nulla si è concretato. L’ultimo in ordine di tempo è stato fatto nel mese di Agosto passato. La palestra delle scuole sarà aperta e quindi usufruibile dagli studenti a settembre 2017. Un anno, io personalmente ho iniziato il conto alla rovescia, pur consapevole che fra 365 giorni, gli studenti delle Fermi, non potranno usufruire di nessuna nuova struttura. Non voglio peccare di presunzione, ma faccio i conti con la realtà e con i tempi tecnici. Più probabile che a settembre dell’anno venturo ci sia, forse, un cantiere. Il forse è d’obbligo. È comunque il caso di finirla con tutto questo annunciare: dalle aperture rapide di strade franate, al comando unico di Polizia Locale, alla ristrutturazione della colonia elioterapica. Siamo ubriachi di questi annunci e sinceramente chiediamo una pausa ma anche pietà. Non ne possiamo più.

È la malattia del costruire le case dal tetto, la voglia di far immaginare traguardi mai raggiunti. Basta! La favola è finita, l’incantesimo svanito. Chiediamo concretezza, pretendiamo serietà. Oggi tutto questo manca ed è per questo che siamo fermi. Quello che mi chiedo poi, è come possibile che nessuno dall’interno della maggioranza stessa non dica nulla. Tutti con lo stesso ritornello, mancano i soldi, vero lo sappiamo le risorse oggi sono poche ma quelle poche che ci sono usiamole e utilizziamole bene. A mio avviso molto spesso ciò che manca è la volontà e ciò secondo me non è di certo dovuto all’inesperienza dei giovani, i pochi rimasti perlomeno, guidati dalla mano esperta e sicura, ma dallo scoraggiamento, dal pressapochismo con la quale, forse, un’idea è giudicata e valutata. Le domande oggi sono queste:

Chi guida il paese? Chi detta le linee guida? Chi cerca le soluzioni? Tutte le proposte all’interno della maggioranza hanno lo stesso peso?

Quesiti che attendono risposte, come da troppo tempo determinate situazioni all’interno del territorio chiedono un rimedio. Forse a questo punto della storia sarebbe giusto, in quanto opposizione, alzare il tiro. Forse sarebbe il momento giunto il momento di urlare qualcosa di più forte. Ma noi siamo dei responsabili non dei facinorosi.

Se la veemenza con la quale si fanno certi discorsi fuori luogo, nelle cerimonie a ricordo di questo o quell’evento, fosse usata per uscire dal limbo in cui ci troviamo, oggi probabilmente Fagnano sarebbe diversa. Vero: in molti casi ci si lamenta quasi per partito preso, io stesso sento di essere ripetitivo, ma in più di un’occasione mi sono sforzato di cercare e di dare consigli e soluzioni, in rarissimi casi accolti. Chissà se i miei concittadini sono felici di questa situazione, oppure come me sono scontenti ma allo stesso modo si sentono impotenti. Ecco io oggi mi sento impotente dinanzi a ciò, ricopro il ruolo di consigliere comunale e cerco di farlo nel migliore di modi, ma senza i numeri una mia qualsiasi proposta, soluzione o progetto sono inutili e inattuabile. Quindi le cose da fare sono poche o invochiamo l’aiuto celeste, nella speranza di un miracolo o lottiamo con tenacia, fiducia e pazienza. Il mio, il nostro progetto scritto all’interno della lista civica Noi Fagnano, è oggi più che mai valido e attuale, nessun compromesso, nessuna paura di perdere voti, nessun cedimento nella nostra totale indipendenza. Noi siamo e saremo così e chi vuole collaborare con noi, può farlo, non siamo un circolo chiuso e nemmeno un club privato, da noi non ci vogliono tessere, ma solo la buona volontà di fare e di proporre, per una Fagnano diversa, per un paese migliore che non teme il futuro ma che lo ricerchi. Buona ripresa.
Baroffio Marco