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Buon Natale!

Sono convinto che mia nonna, se fosse ancora in vita, mi direbbe: “Natale è un giorno come un altro”, lo direbbe in dialetto, la lingua che usava più comunemente un suono che io non parlo, ma capisco. Ogni anno era la stessa storia: io, bambino felice e spensierato, vedevo avvicinarsi uno dei giorni più beli dell’anno e lei che con la sua saggezza mi toglieva l’illusione e la magia, con le mie poche conoscenze cercavo di difendere questa mia idea e ribattevo con fermezza dicendo che non fosse vero, Natale in fondo era diverso non era un giorno qualunque e subito dopo cambiavo stanza, almeno la mia difesa sarebbe durata per qualche ora.
Inizio da questo episodio per scrivere quest’articolo, un pezzo dedicato al Natale, a 31 anni penso che quello che dicesse mia nonna in fondo non fosse così sbagliato ma neppur del tutto corretto. Se i propositi del giorno di Natale fossero realizzati per tutto il resto dell’anno forse sì, in quel caso sarei pronto a dargli ragione, ma così no, io per primo molti di quei propositi faccio fatica a realizzarli. Forse sarebbe il caso di semplificare il tutto e cercare di tornare a vedere il mondo con gli occhi di un bambino, perché è una visione diversa, ammettiamolo. Lo sguardo di un adulto è pieno di preconcetti, diffidenza, di paura. Il bambino ha si paura, di farsi male forse, ma non vede differenze, non nota il male in molte cose che a noi sembrano abomini. Il bambino in molti casi è quella creatura che rispetta inconsciamente il comandamento di Gesù, quello dell’amore: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Quante volte non lo facciamo? Quante volte ci rivoltiamo verso il prossimo? Quante volte giudichiamo? Se solo impiegassimo un minimo del nostro tempo per mettere in pratica quella bellissima frase, probabilmente non ci sarebbero più discriminazioni o forme d’isolamento, perché l’adulto soffre dei mali e dei pregiudizi che si è creato nella sua mente. A volte citiamo le parole del Vangelo per sostenere tesi insostenibili, ci battiamo per il crocefisso nei luoghi pubblici ma da ipocriti ce ne infischiamo delle parole dette da quella Croce, semplicemente perché non ci fanno comodo, non sono favorevoli alle nostre tesi. E allora se tutti guardassimo il mondo con gli occhi dei bambini, tutti i giorni sarebbe Natale non solo per noi ma per tutti. Ecco questo è forse l’insegnamento più grande che ho appreso nel 2016, sapersi accettare fa rispettare di più gli altri, sapersi amare fa amare tutti gli altri in egual misura così d’ora in avanti potrò dire: “Nonna avevi e hai ragione”. Con queste poche parole e questo piccolo pensiero desidero augurare a tutti voi i miei più calorosi auguri di Buon Natale e di un sereno e felice anno Nuovo.

 

Marco Baroffio